I mandati familiari: un continuum tra risorsa e limite
a cura di Paolo Angelucci
Il problema non è la persona, ma il sistema in cui è inserita. (Murray Bowen)
Il mandato familiare è una risposta spesso rigida e disadattiva al processo evolutivo della famiglia.
Succede quando le decisioni delle persone vengono prese sulla base di regole, leggi non scritte e spesso non dette, che originano dal passato. Si potrebbe riassumere con la frase “nella nostra famiglia non …”, oppure “i membri della nostra famiglia sono tutti…”.
La situazione più adattiva e salutare, sarebbe quella in cui il mandato è un’indicazione, una delle strade possibili, una prospettiva non rigida, che indica la strada favorendo l’unione familiare ma che non esclude un comportamento che non ne tenga conto.
Quando invece la rigidità la fa da padrone, accade che le persone sentano questa pressione e non riescano a esprimere se stessi e la propria singolarità senza sentirsi vincolati da regole stabilite magari due o tre generazioni prima.
Se due generazioni fa laurearsi ad esempio poteva essere sinonimo di un futuro brillante, carriera e buoni guadagni, oggi un ragazzo giovane potrebbe non ritrovarsi in questo mandato e voler avviare una carriera, magari altrettanto soddisfacente, senza soffermarsi sugli studi universitari.
Farlo senza sentirsi in colpa con i propri avi, che magari hanno lottato duramente in tempi che noi neanche immaginiamo per raggiungere il traguardo della laurea, significa evolvere liberamente e dare nuova linfa alla propria famiglia.
Come direbbe Darwin: “Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella che si adatta meglio al cambiamento”.